Balla

Giacomo Balla

Torino, 1871 – Roma, 1958

Tra i massimi rappresentanti del Futurismo, Giacomo Balla nasce a Torino nel 1871. Finiti gli studi superiori si iscrive all’Accademia Albertina; inizia anche a seguire le lezioni del celebre antropologo e criminologo Cesare Lombroso. Come pittore, esordisce nel 1891 alla Società promotrice di Belle Arti. Frequentando l’aristocrazia e alta borghesia torinese e conosce lo scrittore Edmondo de Amicis e l’artista Giuseppe Pellizza da Volpedo, caposcuola del divisionismo italiano.

Nel 1895 Balla si trasferisce a Roma con la madre, dove rimase per tutta la vita. Qui viene accolto da Umberto Boccioni, Gino Severini e Mario Sironi come Maestro del divisionismo. Aderisce al Futurismo sebbene fosse il più anziano del gruppo e nel 1910 firma il Manifesto della pittura futurista insieme a Umberto Boccioni, Luigi Russolo, Gino Severini e Carlo Carrà. In questi anni, Balla si sposta da un linguaggio realista tipico di fine secolo a una ricerca artistica d’avanguardia: i suoi studi sulla velocità, il dinamismo e gli effetti della luce lo rendono tra i più attivi protagonisti del futurismo, al punto da firmare le opere con lo pseudonimo Futurballa.

A partire dal 1929 dopo la redazione del Manifesto dell’aereopittura futurista, Balla si dissocia dal futurismo, convinto che solo nel realismo può esserci la pura pittura. Dagli anni Trenta infatti le sue opere sono caratterizzate da una rappresentazione esclusivamente figurativa con colorazioni accese e luminose. Balla muore il 1 marzo del 1958 a Roma.

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