Informale 360 vuole essere un’esplorazione dell’arte informale, caratterizzata da una pittura astratta e spontanea, lontana da schemi prestabiliti. Ciascuno con un proprio percorso creativo, gli artisti in mostra hanno in comune la sperimentazione di colore e forma come approccio innovativo all’arte, in quanto espressione personale delle tensioni psicologiche ed emozionali dell’essere umano.
Il progetto ruota intorno a opere storiche di Hans Hartung e Georges Mathieu, pionieri dell’astrazione e sperimentatori di inedite tecniche fortemente gestuali: le loro composizioni – tanto liriche per Hartung quanto esplosive per Mathieu – fondono linee, graffi, macchie e spessi strati di pittura in opere dal forte impatto emotivo.
Completano la mostra opere di altri protagonisti dell’arte informale del dopoguerra, artisti italiani, come Carla Accardi ed Emilio Vedova, e internazionali tra cui Hisao Domoto, Toshimitsu Imai, Paul Jenkins e Maurice Wyckaert insieme a una selezione di tele più recenti di Katrin Fridriks, Yanyan Huang e Shozo Shimamoto. Seppur diversi nello stile, gli artisti del progetto hanno concentrato la propria ricerca su un’espressività materica, gestuale e segnica.
Informale 360 mette in luce assonanze e differenze tra ricerche pittoriche sul segno e sulla materia, approcci simili ma dai molteplici risultati espressivi con artisti di fama internazionale che hanno adottato la dissoluzione della forma e il potere liberatorio della materia per dare vita a un nuovo linguaggio pittorico.
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