Boetti

Mostre

The Italian Vision

2025

Alighiero Boetti

Torino, 1940 – Roma, 1994

Alighiero Boetti – o Alighiero e Boetti come si firma a partire dal 1971 – nasce a Torino dove esordisce nel gennaio del 1967 con la personale alla Galleria Christian Stein di Torino.

Tra i principali esponenti dell’Arte Povera, nel 1972 si trasferisce a Roma, città a lui più affine, e indirizza il suo lavoro verso una ricerca sempre più concettuale e versatile. Numerose sono infatti le tecniche utilizzate per realizzare le sue opere, la cui esecuzione, come per i ricami o le “biro”, viene spesso delegata con regole ben precise ad altri soggetti, assecondando un principio di casualità.

Grande appassionato di viaggi, a partire dal primo viaggio del 1971, Boetti rimase così affascinato dall’Afghanistan da tornarvi periodicamente per lunghi soggiorni fino al 1979 quando l’occupazione sovietica ne impedirà l’accesso. È alle ricamatrici di Kabul che Boetti affida suoi arazzi e le “Mappe”, planisferi colorati che riproporrà negli anni come registro dei mutamenti politici del mondo. Dopo la chiusura del paese nel 1979, trasferisce la produzione degli arazzi a Peshawar, impiegando donne afghane che si erano rifugiate in Pakistan.

La produzione di Alighiero Boetti è decisamente poliedrica sia per le diverse tecniche impiegate sia per le tematiche affrontate, oltre che per la varietà di tipologie di opere a cui lavora con passione dagli Ottanta fino alla sua scomparsa.

Intensa è anche l’attività espositiva sia in Italia che all’estero; è più volte presente alla Biennale di Venezia, con una sala personale nel 1990 e un omaggio postumo nel 2001. Tra le mostre più significative degli ultimi anni, è la grande retrospettiva itinerante al MoMA di New York, la Tate di Londra e il Reina Sofia di Madrid. Muore nella sua casa di Roma il 24 aprile 1994.

Mostre

The Italian Vision

2025

Opere selezionate

Alighiero Boetti

Oggi il primo giorno dodicesimo mese dell’anno millenovecentoottantotto

1988
Ricamo
107 x 108.5 cm