Salvo

Salvo

Leonforte, 1947 – Torino, 2015

Salvo, pseudonimo di Salvatore Mangione, nasce a Leonforte, in provincia di Enna nel 1947. Nel 1956 si trasferisce con la famiglia a Torino, che diventa la sua città d’adozione e dove frequenta gli artisti che operano nell’ambito dell’Arte Povera. Qui matura una ricerca concettuale, anche grazie ai rapporti con gli artisti concettuali americani Joseph Kosuth, Robert Barry e Sol LeWitt.

Fin dalla fine degli Sessanta temi come la ricerca dell’Io, il rapporto con il passato e la rivisitazione della storia dell’arte sono fondanti la sua poetica.

Nel 1973 ritorna alla pittura, già praticata nei primi anni di formazione, una scelta che all’inizio degli anni Settanta è da considerarsi anticonvenzionale e che continuerà a praticare fino alla sua scomparsa come una ricerca personale in costante dialogo con il passato.

Il recupero delle tecniche tradizionali, la citazione dell’antico si mescolano con i ricordi dei numerosi suoi viaggi. Eseguiti con colori brillanti, i soggetti sono paesaggi colti sia di giorno che di notte, rovine clasiche, vegetazioni, monumeti e scrorci urbani.

Le sue opere sono state esposte in numerose mostre personali in istituzioni come: Museum Folkwang, Essen e Mannheimer Kunstverein, 1977; Kunstmuseum, Lucerna, 1983; Museo Boymans-van Beuningen, Rotterdam e Musée d’Art Contemporain, Nîmes, 1988; Villa delle Rose, Bologna, 1998; Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, 2002; Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, 2007; Museo d’Arte della Svizzera Italiana di Lugano, 2017 e MACRO, Roma, 2021.

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