Quargnento, 1881 – Milano, 1966
Tra le figure più importanti dell’arte italiana del Novecento, Carlo Carrà nasce nel 1881 a Quargnento, in provincia di Alessandria. Dopo esperienze come decoratore, nel 1906 s’iscrive all’Accademia di Brera e si avvicina al divisionismo lombardo. Nel 1908 incontra Boccioni e Russolo, aderisce al movimento futurista e nel 1910 firma con Boccioni, Russolo, Severini e Balla il ‘Manifesto della pittura futurista’ e il ‘Manifesto tecnico della pittura futurista’. Nel 1912 è l’autore del manifesto ‘La pittura dei suoni, rumori, odori’.
Dal 1916 inizia ad allontanarsi dalla pittura di dinamismo e velocità del futurismo. Ricoverato nel 1917 in ospedale a Ferrara durante la prima guerra mondiale, incontra nel nosocomio de Chirico, Savinio e De Pisis, con cui matura una propria pittura di stampo metafisico.
Nel 1919 collabora con la rivista Valori plastici.
A partire dal 1922, la sua pittura si allontana dalla metafisica e prende un nuovo indirizzo di ricerca. È nel paesaggio che Carrà trova il soggetto ideale per sperimentare per il resto della sua vita il proprio linguaggio artistico. In composizioni equilibrate e tendenti all’astrazione, i paesaggi – sia marini che montani – di Carrà sono caratterizzati da tratti essenziali e atmosfere sospese, dove prevalgono i sentimenti di malinconia e nostalgia.
Dal 1939 al 1951 Carrà fu anche professore presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Muore a Milano nel 1966.
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